Gourmonde Bibà

Ask me anything   Submit   "Cucinare è un modo di dare." M.Bourdin

waves

manjuliette:

meno fantasia più realtà
meno cibo più acqua
meno letto più sole
meno internet più libri
meno tumblr più moleskine
meno Amore più amore
meno casa più strada
meno armadio più valigia
meno tachipirina più vitamina c
meno minestrone più gelato
meno febbre più sudore
meno calma più onde

“so solo che voglio essere felice, e tu puoi scegliere se stare dentro o fuori dalla mia felicità”

fuori.

(via manjuliette-deactivated20111115)

— 11 mesi fa con 4 note

Intervento integrale di Beppe Grillo all’ultima puntata di AnnoZero del 9 giugno 2011

— 11 mesi fa con 1 nota
"[…]Caro palle,
lo sappiamo che domenica, se è tempo buono, si sta meglio tutto il giorno al mare fino alle 22:01, che due minuti scarsi in un seggio polveroso con le cartine dell’Europa del 1976 alle pareti; lo sappiamo che a metà giugno in genere fa caldo, si suda come orsi e pare disdicevole presentarsi in pubblico gocciolanti, con la fronte imperlata, la V di Vultus 5 di acqua e sali in pieno torace e le paludi di Swamp Thing sotto le ascelle e fra le palle/infratopa; sappiamo anche che dopo un intero anno scolastico il bimbo è stanco e merita la giusta ricompensa in termini di svago per la promozione con due debiti soltanto (variante: se è stato respinto pare brutto infierire, tanto vale consolarlo con la gita fuori porta); così come sappiamo che lunedì si rientra al lavoro dalla mattina alla sera ininterrottamente, senza pausa pranzo. Sappiamo infine che non è certo il tuo voto che fa la differenza. Su cinquanta milioni di aventi diritto, sei solo una goccia in una piscina.
Se tuttavia il referendum non raggiungesse il quorum e un giorno tu ti lamentassi, per esempio, del fatto che la bolletta dell’acqua continua ad aumentare per di più in cambio di peggioramento della qualità dell’acqua stessa; o che il fatto che quel reattore nucleare è troppo vicino a casa tua e i capelli che trovi sul cuscino non sono quelli del ganzo che ha trombato la tu’ moglie la sera prima ma i tuoi, che cominciano a cadere per via della leucemia; o se tu trovassi vergognoso che una casta di oligarchi si immunizzino (grazie al voto di schiavi, puttane e servi pagati in favori e incarichi) da una marea di reati, anche gravi.
Ecco, ora, in tutta onestà (ma sii sincero con te stesso, eh?) se ti sentisse uno che a quel referendum c’è andato, non avrebbe ragione a spaccarti il culo?[…]"
— 11 mesi fa con 5 note
fottitigirl:

12 - 13 Giugno REFERENDUM !!!

fottitigirl:

12 - 13 Giugno REFERENDUM !!!

— 11 mesi fa con 12 note
flutegirl7:

is that harry with no pants on? AHH
dead serious guys I got this off the royal website (: hah

flutegirl7:

is that harry with no pants on? AHH

dead serious guys I got this off the royal website (: hah
— 1 anno fa con 53825 note
Scegliere come morire per sapere di cosa vivere

«A chi ha capito che bisogna scegliere come morire per sapere di cosa vivere» è la dedica che compare sul primo libro pubblicato: Il sogno blu.
Mio figlio, uomo di poche parole e fine linguista, ha così commentato la mia sintesi di mezzo secolo di riflessioni:
«E cosa cazzo significa?»
Avrei preferito mi avesse chiesto conto del senso di quella frase, piuttosto che del significato, ma poteva andare anche peggio: poteva archiviarla senza nemmeno l’onore di un commento.
Questa prima e ultima dedica è il denominatore comune delle dodici storie che ho scritto dal 1973 a oggi; se ne hai colto il senso sai cosa fare, se invece il senso di questa frase ti appare e scompare come una luce fioca tra onde spumeggianti di significati, consenti al messaggio di agire come una chiazza d’olio sul mare in tempesta: quando funziona, è l’inizio di un viaggio nel passato, nel ricordo di ciò che siamo stati e divenuti; un ritorno in quelle stanze dimenticate dell’anima che la ragione ha ormai ridotto a polverose discariche di vita vissuta.
Le prime quattro storie hanno due chiavi di lettura: la prima è per tutti; la seconda è per chi si riconosce destinatario della dedica, anche se crede che un mezzo-marinaio sia qualcuno che ha subito una grave menomazione.
A mio figlio ho dato una risposta che lo ha fatto incazzare:
«Ci sono cose che non possono essere spiegate, ma solo capite!»
Potrebbe sembrare una parafrasi del rapporto tra ragione e fede di Tomistica memoria, ma non è così: non è col supporto della fede che possiamo “capire”, ma con una Ragione che, quando occorre, non si vergogni di cedere il passo ai sentimenti.

Alessandro Arvigo.

— 1 anno fa con 1 nota
Diversamente Uomo

Sarà l’età, o forse è il mio archivio di ricordi troppo pieno che perde fotogrammi dalla vescica a ogni minima perturbazione dell’anima, ma resta il fatto che, dopo cinque, sei ore al massimo di sonno mi sveglio, e non c’è verso di riaddormentarmi. Da tempo ho imparato a convivere con i miei flussi carsici anzi, spesso li sfrutto per portare alla luce storie di cui avevo quasi perso la memoria, com’è accaduto questa notte con Peppinella, un “diversamente uomo” con cui ho condiviso un imbarco di quattro mesi su una carboniera.
Su quella nave è successo di tutto e, i personaggi incontrati su quella vecchia carretta, meriterebbero di essere ricordati per quanto hanno contribuito a migliorare la mia percezione degli altri.
Peppinella, di cui ricordo solo che si chiamava Giuseppe, era il garzone di cucina, come risultava nel ruolino d’imbarco. Il soprannome è indicativo di come lui si sentisse una lei, ma solo per quello che riguardava i suoi giochi erotici; per tutto il resto era molto più “uomo” di tanti altri che non mancavano occasione di ostentare la propria appartenenza al sesso maschile. Ricordo ancora le sue raffinate tecniche di corteggiamento e di come sia riuscito a sedurre, in meno di un mese, almeno un terzo dei ventiquattro tra giovani e meno giovani che componevano l’equipaggio. Peppinella era un essere umano che, in teoria, non avrebbe dovuto esistere: qualcosa di simile all’ornitorinco. Alto un metro e settantacinque circa, longilineo, un bel fisico atletico, ma elegante e flessuoso, e con il volto dai tratti regolari e un bel profilo greco che pareva fatto apposta per essere immortalato nel marmo; fin qui sembrerebbe tutto a posto, se non fosse per l’incedere alla Wanda Osiris, anche quando si dirigeva verso il frigorifero per prendere il prosciutto, e per il contrasto tra due splendidi occhi azzurri incorniciati da lunghe ciglia da cerbiatto e la voce cavernosa di un orco, alla quale cercava di dare un tono soavemente erotico quando promuoveva le delizie che ti avrebbe regalato se solo lo avessi lasciato fare per qualche minuto. E non è tutto, non ho ancora menzionato “il pelo”. Peppinella possedeva un pelo nero, ricciuto, forte e continuo dalle caviglie ai capelli della nuca per quanto riguarda la vista di schiena e, di fronte, solo la barba che si radeva due volte al giorno interrompeva i peli che spuntavano dal collo come frangenti. Peppinella possedeva l’animo dolce e sensibile di una fanciulla di buona famiglia, ma con gli appetiti sessuali di uno scaricatore di porto, in un corpo che rappresentava l’icona della virilità. A lui devo l’incontro con Hafida: la prima “vera” donna della mia vita; una prostituta di Casablanca che si è presa la mia verginità in cambio di mille e trecento lire, taxi e hotel inclusi. Lo leggerete nel post: I calzini del Cardinale di prossima pubblicazione.

Alessandro Arvigo

(Fonte: arvales.net)

— 1 anno fa con 1 nota